Fare rete e aiutare i freelance, soprattutto i più giovani. Creare un luogo di lavoro comune dove il mestiere si unisce al lato sociale della professione, allo scambio di opinioni, punti di vista e conoscenze. Un’idea che già avevo ascoltato nelle riflessioni condivise sul lavoro giornalistico indipendente da Mario Tedeschini Lalli e che, con mia grande sorpresa, ho visto concretizzarsi nella mia regione, e per di più nella provincia dove abito. Visto che Ascoli Piceno non è Roma, la meraviglia può essere giustificata.
E così ieri ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione del progetto, convocata dalla Commissione regionale lavoro autonomo del Sigim (Sindacato Giornalisti delle Marche) insieme all’Amministrazione comunale. Difatti, l’iniziativa fra le prime in Italia, è stata possibile “grazie alla sensibilità del sindaco Guido Castelli e dell’assessore alle politiche educative e alle biblioteche Giovanna Cameli“.
Il primo “Infopoint delle Marche”, così è stata chiamata questa esperienza (info=informazione nel senso di creare informazione, non un punto al quale rivolgersi per fare domande – e in effetti il naming non è proprio azzeccatissimo), sarà allestito presso il Polo culturale Sant’Agostino (Corso mazzini, 90) che è anche la sede della Biblioteca: un luogo accogliente, con diverse sale e un chiostro molto bello.
L’Infopoint, ospitato nella Sala dei Manoscritti, sarà dotato di connesione wi-fi, già disponibile in biblioteca, e a breve avrà anche linee telefoniche mese a disposizione dei giornalisti per svolgere il proprio lavoro. Un posto dove i giornalisti freelance potranno scegliere di lavorare insieme all’interno di un luogo comune. Come si legge nell’invito “per definizione il giornalista freelance è una persona che senza essere assunta da un editore e senza far parte dell’organico fisso di una redazione si guadagna da vivere proponendo e scrivendo i propri articoli per una o più testate. Lavora spesso in maniera autonoma, per lo più da casa. Con la realizzazione dell’Infopoint si vuole, invece, mettere in rete queste figure professionali con l’obiettivo anche di aiutarle ad abbattere i costi che sono costrette a sostenere ogni giorno per svolgere il loro lavoro”.
Durante la conferenza stampa, aperta da Martina Tombolini che è la coordinatrice della Commissione, sono stati froniti alcuni dati da Roberto Mencarini, segretario del Sigim: sono 24mila i freelance e 20mila quelli che sono nel ‘fortino’, ossia i dipendenti stabilizzati. Il reddito medio dei freelance è di 5mila euro l’anno. Quindi, i freelance sono in crescita ma la situazione non è affatto rosea.
Mi auguro che l’iniziativa sia ben accolta dai colleghi, soprattutto dai più giovani. Da parte mia, visto che non abito ad Ascoli Piceno, non potrò approfittare dell’offerta per il mio lavoro quotidiano ma credo che qualche volta andrò, anche per scambiare qualche chiacchiera con chi condivide gioie e dolori del mestiere.
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