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Archive for aprile 2010

Da una segnalazione “social” mi trovo a leggere un articolo e, neanche arrivata alla fine, mi dico: “essere obiettivi va bene, distruttivi no”.  Mi riferisco a  10 ragioni per non lavorare come free lance. Considerando che sono della categoria, ero interessata a cogliere il nuovo e possibile punto di vista. Seguendo i suggerimenti di scrittura per il web, già dal titolo viene annunciato un elenco, veloce e snello, sulle ragioni che devono far desistere una persona dall’intraprendere questo percorso.
Già nota e decantata la condizione del freelance: sempre sul filo del rasoio, a un passo dal baratro, sull’orlo del precipizio, appeso ad un filo… tutte “belle” immagini per dire che non è proprio facile gestire questa forma di lavoro. Però, secondo il mio punto di vista, nella vita bisogna avere lo sguardo rivolto in alto, almeno dritto e mai fisso a terra. (altro…)

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lumaca urbana

Si capisce già dalla frequenza dei miei post: too slowly. In effetti, non sono mai stata amante delle tendenze e, soprattutto, scrivendo per lavoro e avendo poco tempo libero, sul web leggo tanto… quello che gli altri scrivono.
Risultato: il blog viene aggiornato – aihmé – poco, ma se deve essere un blog di ‘decompressione’ che lo sia davvero. E pace alle critiche.

Questa mia tendenza alla valutazione, e alla lentezza – che non significa mancanza di contenuti -, finalmente trova giustificazione ai miei occhi anche nel lavoro giornalistico: slow journalism. È il giornalismo d’approfondimento, d’inchiesta o investigativo che richiede anche tempi lunghi, sforzo, passione molto altro ancora, in particolare sostegno economico. (altro…)

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giocoliere_fotosearch.com

Non è un modo di dire. Al giorno d’oggi chi fa “il mestiere più bello del mondo” – e chi avrà mai avuto questa bella prospettiva della professione giornalistica? – si deve attrezzare, ossia pensare al lavoro con lo zaino in spalla: computer, telecamera, registratore, telefono, carta e penna che servono sempre. Il solo journalist è quel giornalista freelance che riesce a produrre diversi materiali giornalistici, dal pezzo per la carta stampata al video da sparare sul web, passando per qualche lancio da piazzare in agenzia stampa. Ho visto la testimonianza di un giovane ‘giornalista nonostante’ che descrive proprio questo scenario, per poter trovare posto senza sgomitare o fare la fila alle porte dei caporedattori, a Milano o Roma. Intraprendenza, sacrifici e soddisfazioni… non troppe, ma ci sono. (altro…)

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Dal 21 al 25 aprile prossimi si terrà a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo. Purtroppo, per impegni di lavoro, potrò partecipare solo dal venerdì al sabato, perdendomi un (fantastico) workshop con il fotografo Oliviero Toscani.

Ma il succo del Festival non è quello – piuttosto casca lì la mia attenzione e prelidizione per il mondo della pubblicità e della comunicazione – ed è invece il movimento di persone che vengono da tutto il mondo per confrontarsi su un argomento basilare per ogni democrazia: informazione, e in tutte le salse.

So che sarà un’esperienza costruttiva, il dispiacere è di non poter partecipare a tutte le giornate. Unica pecca: il programma è pieno zeppo di appuntamenti, anche in contemporanea, che solo nella lettura già ti toglie il fiato. Figuriamoci spostarsi da una location all’altra… metterò scarpe comode. E se potete, fateci un salto anche voi, altrimenti seguitelo dal web: ci saranno anche dirette con la web tv.

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Steve-Jobs-Apple-iPad-guardian

Prima l’iPhone, poi l’iPad. Su quest’ultimo oggetto di culto – sembrerebbe almeno così – taggato Apple ho appena scritto due righe qui.

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