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Archive for giugno 2010

Ci siamo. Manca poco ed è fatta.
La legge bavaglio – nome quanto mai azzeccato per rendere l’idea di atto coercitivo – se passa la boa della Camera senza turbolenze ridurrà al silenzio giornalisti, blogger, magistrati, giornalisti. E telefoni.
Bisognerebbe sottolineare che c’è chi se l’è voluta, con l’uso sconsiderato di intercettazioni lontano dalle buone pratiche di giornalismo. Per i magistrati, talpe e spioni il discorso si fa un po’ più complicato.

Il silenzio vale oro, vista la minaccia di anni di carcere, sanzioni da capogiro e sospensioni varie dagli ordini di appartenenza per chi trasgredisce agli ordini (volevo dire alle leggi).
Per chi volesse avere le idee chiare su questo ddl 1611, Guido Scorza spiega su L’espresso online cosa capiterà al Belpaese una volta che il bavaglio prenderà la via della Gazzetta Ufficiale.

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Cambiamento. Innovazione. Sperimentazione.
Sono parole che vanno a braccetto con i nostri tempi. Se vi dico pdf? Subito viene in mente un’estensione per file (portable document format) e invece no. PdF vuol dire anche Personal Democracy Forum, evento newyorkese che ogni anno tratta l’abbinata “politica-nuove tecnologie”. Quest’anno il tema portante è stata Internet e la sua capacità di risolvere i problemi della politica. Tavole rotonde ed esempi di strumenti utili all’uopo. Fra i tanti, ci sono i soliti noti: le piattaforme di Google, con Campaign Toolkit e You Choose 2010, e Microsoft, Campaign Cloud.
Dunque, anche in politica si affilano le armi 2.0 per la singolar tenzone elettorale. La conquista di voti è la meta agognata e la guerra la si vince con la rete.
C’è chi si è inserito magnificamente nel contesto (vedi Obama made in USA) e saprà far buon uso delle novità relative alla politica “sociale” e chi invece si arrabatta come può (e qui fateli voi gli esempi, ne trovate a iosa).
La politica si adegua, o almeno tenta di parlare social.
È il web 2.0 bellezza! e non puoi farci niente.

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