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Archive for agosto 2010

Un post di Vittorio Pasteris, “Clonazioni digitali” che riprende quello di Massimo Mantellini mi ha fatto particolarmente sorridere per due ragioni.

La prima è che non tutti coloro che leggono quotidiani sanno che i contenuti non sono farina solo e sempre del sacco della redazione in questione. E cioè che i contenuti per fare il quotidiano, di carta e online, vengono presi a volte di sana pianta da comunicati inviati da addetti alle pr, agenzie stampa (tipo Adnkronos, AP, Ansa, Reuters…) o service editoriali (realtà esterne alla testata giornalistica e alla sua redazione che produce contenuti e li vende appunto ai quotidiani o periodici, capita spesso nelle realtà locali per la parte sportiva ad esempio). Il giornalista della testata (l’embedded per definizione) in quelle cose non c’entra per nulla.
Con dispiacere (tutto etico e deontologico per chi se ne accorge e non di chi lo firma) può capitare che al testo venga ugualmente apposto nome e cognome del redattore (ma non quello vero, solo del “copiaincollatore”). Io la chiamerei appropriazione indebita.

Altra casualità – e secondo motivo del sogghigno – è che i contenuti vengono spediti, o venduti, a più testate (capita…) e capita che vengano pubblicati in blocco da diversi quotidiani: testi identici o magari solo qualche formattazione del testo.
Siccome non tutti gli italiani acquistano e leggono più di un quotidiano, con la carta stampata queste segnalazioni di clonazioni sarebbero più difficoltose. Ecco un’altra virtù del giornalismo online: non puoi barare sulla trasparenza senza rischi, un lettore attento e gli addetti ai lavori stessi scoprono gli altarini.

Proposte per il futuro, ma vecchia ricetta della nonna giornalista (che non sono io ovviamente :->vista la mia giovane età…): miglioriamo il trattamento della notizia e mettiamo farina del nostro sacco, ne basta un pizzico.
Ci guadagniamo tutti, chi scrive e chi legge.

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Mobile apps: are newspapers ready to be innovative? via editorsweblog.org http://ow.ly/2wQ2y

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Segnalato con attenzione da Luca De Biase nel suo blog, è davvero interessante leggere e riconoscersi in alcune affermazioni del post di Stijn Debrouwere: “Two cultures in media criticism”.
Due culture a confronto nel mondo del giornalismo, due modi di vedere le cose: vecchia scuola contro la nuova.
Una fotografia della situazione che chiarisce molte cose confrontando scuole di pensiero differenti, e invita ad una riflessione. Non vi resta che cliccare sui link.

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Suggerimenti di lettura || “The Golden Age of Innovation” via Newsweek    http://ow.ly/2u2Li e “La crisi della stampa” da un editoriale di Giovanni De Mauro, direttore dell’Internazionale via Dalomb

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(Consiglio la lettura)
RT @megangarber: Fact-checking + wiki = ?
short link http://j.mp/b93ygH
link originale http://www.niemanlab.org/2010/08/truth-o-meter-2g-andrew-lih-wants-to-wikify-fact-checking/

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aNobii

Nella lista interminabile di buoni propositi per il prossimo anno – da qui a dicembre meglio non aggiungere altra carne al fuoco – vorrei riuscire a censire tutti i libri che posseggo: sarebbe una cosa buona e giusta avere coscienza di quello che gli scaffali contengono, di ciò che ho letto, le pagine abbandonate e assediate dalla polvere (le pulizie pasquali sono attese con trepidazione), libri netti e gualciti nonostante le innumerevoli ditate e l’usura del consumo.
Ho scoperto non da molti mesi aNobii, il social network per chi ama leggere e dedicato ai libri, che fa al caso mio. Soddisfa non solo l’esigenza di avere uno schedario fuori dal comune e sempre accessibile da ogni parte dal globo con una connessione internet, ma soprattutto ha due ragioni per essere incentivati ad usarlo: la lista dei desideri e la possibilità dello scambio. (altro…)

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caldo_jpergrafando.it

Nello scorso mese di luglio sono accadute molte cose, fatti e retroscena che ci hanno fatto stare col fiato sospeso, e anche abbastanza inquieti (per utilizzare il bello scrivere). Il mondo dell’informazione era in fermento e ora, in agosto, il bollore è solo lieve: a settembre, però, il coperchio della pentola inizierà di nuovo a sbuffare. Disegni di legge, decreti, regolamenti e via discorrendo ritornano al vaglio degli organi e autorità competenti. Internet è ancora sotto schiaffo e ora anche le micro web tv hanno una bella gatta da pelare.
Sarà che qualcuno – che di profitti ci capisce qualcosa – ha capito le potenzialità della rete, viste dalla sua prospettiva. Ma per trovare il suo tornaconto deve fare i conti con la filosofia che sta alla base di tutta Internet. E allora che ne facciamo di bloggers, micro web tv e di quelli che vogliono la rete libera? Il lavorio certosino per tagliarli fuori è iniziato da un po’. Ma il world wide web è grande, c’è spazio per tutti.
Per fortuna, la rete – che vuol dire: uno per uno – si fa sentire.

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