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Archive for agosto 2013

Segnale: vietato introdurre cani

Pensieri semiseri dopo una passeggiata serale fatta per riprendermi dalla morsa del caldo. Non ho resistito a scattare delle foto. Perché ho visto concretizzarsi un mio pensiero ricorrente.

Premessa prima
L’Italia, il Belpaese, la culla della civiltà e del diritto romano, patria di ingegni e personaggi storici…
Dovremmo campare di enogastronomia e turismo, da quante risorse abbiamo: una miniera d’oro.
Parole sacrosante – inspiegabilmente mai rese azioni concrete, concretissime.
Poi capisco il perché: manca sufficiente materia prima, ossia la materia grigia unita a quella buona educazione insegnata lustri fa e un po’ di schiena dritta.

Premessa seconda
Se siamo arrivati a questo punto – dove i tg sono pieni di rubriche dedicate agli animali, mentre tanti fatti di cronaca o di approfondimento languono tristemente senza trovare spazio; dove le pubblicità dedicate agli amici a quattro zampe ti fanno quasi credere che quello che dai da mangiare agli animali è degno delle quattro stelle Michelin – ecco che compaiono sparute schiere oltranziste di intelligenze italiche, che tentano di riportane un po’ di sale in zucca all’orda sterminata di bipedi, barbari accompagnatori di quadrupedi inconsapevoli di portar così tale scompiglio.

Premessa terza
Non sono un’animalista ma compro prodotti che mi garantiscono il rispetto degli animali. Non ho animali domestici e stermino solo mosche, zanzare e insetti se si azzardano a entrare dentro casa mia.
Ho avuto in passato cani e gatti ma dato che conduco una vita un po’ frenetica e credo che un animale debba essere trattato con rispetto e attenzione, ho preferito non tenerne più.
Ritengo che in certi casi a me noti, gli animali tenuti in casa soffrano di più che se fossero allo “stato libero”.

Arriviamo al sodo
Senza fare di tutt’erba un fascio, credo che si sia arrivati a questo tipo di comunicazione uno a molti, o forse uno a uno (vedi foto) perché il grado di civiltà è talmente elevato che i simboli dei cartelli siano diventati semioticamente irrilevanti per bipedi accompagnatori (leggi: proprietari di cani a passeggio nelle aree pubbliche, e anche private).

cartello per possessori di caniHo letto il cartello ultra casalingo e mi sono detta: hai centrato il bersaglio, grande aedo di omerica memoria!
Quasi quasi faccio un bel copia-incolla. Eh già… anche nell’area verde vicino casa mia vedo scorazzare tanti cani con padroni al seguito, e non viceversa, che non si sognano lontanamente di avere paletta e sacchetto in dotazione per raccogliere le sacre eiezioni canine. E io dovrei portare a giocare figlio e nipoti in quell’erba profumata?

In questo “male comune mezzo gaudio” non gaudisco affatto. Mi spiego invece anche da queste piccole (o grandi cose) perché siamo in queste condizioni di inciviltà e di paradosso: si difendono spesso a spada tratta i diritti degli animali e si considerano i diritti degli uomini e il rispetto delle elementari norme di convivenza come appartenenti al regno minerale.
L’Italia sta perdendo i pezzi, grazie alle picconate di questi emeriti cafoni.
E non parlo dei cani.

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