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Archive for the ‘omnibus’ Category

Credits: Cittadinanzattiva.it

#sonomalatoanchio

La salute è un bene di tutti. A forza di tagliare la spesa pubblica per la sanità, curarsi diventerà un lusso per pochi. Deve essere una garanzia per tutti, invece.

Inizia il tour per l’Italia del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

Dopo 35 anni di lotte, si combatte ancora per i diritti di tutti.
E allora scendi in piazza anche tu, muoviti per la tua salute.
Muoviti per la salute delle persone care. Muoviti per la salute di chi non conosci. Muoviti per la salute di chi ancora deve nascere.

 Image Credits: Cittadinanzattiva.it
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La copertina del libro

Era da tempo che volevo inserire, a tempo perso e persissimo, dei piccoli riferimenti a dei libri che in questi mesi ho letto. Infatti, non trovo il tempo di scrivere –  per diletto – ma quello per leggere lo scovo sempre. Il primo libro che voglio segnalare è uno dei molti che appartiene al filone salute e benessere.

Lo stress fa brutti scherzi. E quando mi sono ritrovata per quattro volte consecutive con la gola in fiamme, dolorante e con una moltitudine di placche, il tutto condito con qualche sprazzo di febbre alta assassina, ho capito che non potevo scegliere la strada continua degli antibiotici.

D’altronde non posso usare due pesi e due misure. Se curo, anzi prevengo, i malanni il pargolo in prima istanza con rimedi naturali – con risultati – perché non farlo anch’io?

E ha funzionato. Non dico di più. Anzi, aggiungo che l’aglio mi è diventato simpatico.

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Schermata 2013-12-11 alle 12.23.11

Dal 5 dicembre al 5 febbraio è possibile partecipare alla consultazione indetta dall’Europa in tema di copyright.
Il tema è delicato e fra poche ore dovrebbe essere pubblicato il nuovo Regolamento Agcom che tocca anche l’ambito del diritto d’autore. Il regolamento forse non è proprio un boccone che si digerisce con facilità: ci sono punti critici specialmente per l’online. Europa salvaci tu.

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Segnale: vietato introdurre cani

Pensieri semiseri dopo una passeggiata serale fatta per riprendermi dalla morsa del caldo. Non ho resistito a scattare delle foto. Perché ho visto concretizzarsi un mio pensiero ricorrente.

Premessa prima
L’Italia, il Belpaese, la culla della civiltà e del diritto romano, patria di ingegni e personaggi storici…
Dovremmo campare di enogastronomia e turismo, da quante risorse abbiamo: una miniera d’oro.
Parole sacrosante – inspiegabilmente mai rese azioni concrete, concretissime.
Poi capisco il perché: manca sufficiente materia prima, ossia la materia grigia unita a quella buona educazione insegnata lustri fa e un po’ di schiena dritta.

Premessa seconda
Se siamo arrivati a questo punto – dove i tg sono pieni di rubriche dedicate agli animali, mentre tanti fatti di cronaca o di approfondimento languono tristemente senza trovare spazio; dove le pubblicità dedicate agli amici a quattro zampe ti fanno quasi credere che quello che dai da mangiare agli animali è degno delle quattro stelle Michelin – ecco che compaiono sparute schiere oltranziste di intelligenze italiche, che tentano di riportane un po’ di sale in zucca all’orda sterminata di bipedi, barbari accompagnatori di quadrupedi inconsapevoli di portar così tale scompiglio.

Premessa terza
Non sono un’animalista ma compro prodotti che mi garantiscono il rispetto degli animali. Non ho animali domestici e stermino solo mosche, zanzare e insetti se si azzardano a entrare dentro casa mia.
Ho avuto in passato cani e gatti ma dato che conduco una vita un po’ frenetica e credo che un animale debba essere trattato con rispetto e attenzione, ho preferito non tenerne più.
Ritengo che in certi casi a me noti, gli animali tenuti in casa soffrano di più che se fossero allo “stato libero”.

Arriviamo al sodo
Senza fare di tutt’erba un fascio, credo che si sia arrivati a questo tipo di comunicazione uno a molti, o forse uno a uno (vedi foto) perché il grado di civiltà è talmente elevato che i simboli dei cartelli siano diventati semioticamente irrilevanti per bipedi accompagnatori (leggi: proprietari di cani a passeggio nelle aree pubbliche, e anche private).

cartello per possessori di caniHo letto il cartello ultra casalingo e mi sono detta: hai centrato il bersaglio, grande aedo di omerica memoria!
Quasi quasi faccio un bel copia-incolla. Eh già… anche nell’area verde vicino casa mia vedo scorazzare tanti cani con padroni al seguito, e non viceversa, che non si sognano lontanamente di avere paletta e sacchetto in dotazione per raccogliere le sacre eiezioni canine. E io dovrei portare a giocare figlio e nipoti in quell’erba profumata?

In questo “male comune mezzo gaudio” non gaudisco affatto. Mi spiego invece anche da queste piccole (o grandi cose) perché siamo in queste condizioni di inciviltà e di paradosso: si difendono spesso a spada tratta i diritti degli animali e si considerano i diritti degli uomini e il rispetto delle elementari norme di convivenza come appartenenti al regno minerale.
L’Italia sta perdendo i pezzi, grazie alle picconate di questi emeriti cafoni.
E non parlo dei cani.

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Da mesi rimugino sulla questione “andare all’estero” e abbandonare la barca che sembra affondare. Non pensando a me, ma a qualcuno a me vicino che ha deciso di andare via e tentare la fortuna. Mi sembra di essere tornata al secolo scorso, alla condizione degli emigranti italiani.
Chi non ha prospettive guarda altrove, oltre le Alpi o oltre oceano. Questo mi viene da pensare.
Invece io di prospettive ne ho sempre adocchiate tante.
Sará che il mio bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno.
Positivitá ed ottimismo danno forza di andare avanti col sorriso.
Però qualcosa può cambiare nel mio modus vivendi: non sono convinta che la barca Italia sia destinata ad affondare, ma se gli ‘onorevoli’ italiani se la prendono cosí comoda, dovrò imparare a nuotare.
Per ora so fare solo ‘il morto’. Mica male, mi sono detta stamattina: mi portò avanti con le simulazioni.
E si spera davvero che non ce ne sia bisogno.

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Il 15 gennaio scorso il Nieman Lab ha pubblicato un report internazionale legato ai modi possibili di finanziamento delle imprese digitali di informazione sia negli Stati Uniti che in Europa.
Il titolo del documento è “Chasing Sustainability On The Net”. Nel report sono stati inseriti ben 69 casi di studio diversi provenienti da nove Peaesi diversi e rilevati durante 12 mesi di lavoro.
Buona lettura!

 

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“Sempre meglio che lavorare…”
Una risposta che scherzosamente a volte mi danno quando dico che sono giornalista. Loro si divertono, io un po’ meno. Pazienza.

“Eh, voi siete una casta…”
Ma voi chi? Non sono solita usare il plurale maiestatis, ergo si riferiscono a un gruppo di cui non faccio parte: infatti spiego che sono freelance e questo spero faccia qualche chiarezza sulla differenza fra “loro” (la casta giornalistica) e me.

E poi adesso ci sono le elezioni. Allora comincio anche a dare ragione a chi critica con forza la categoria – aristotelicamente parlando – dei giornalisti.
Ma se uno vuole fare questo mestiere, essere il più possibile obiettivo, avvicinarsi alla verità sapendo che coglierla non è possibile (criterio di veridicità) e tutte le cose che ti insegnano sulla professione… come si fa poi a scendere in politica e fare campagna elettorale? E magari, poi, se non vinci tornare tranquillamente a fare il tuo lavoro… ma con quale credibilità?

IMHO: per i giornalisti quasi meglio non votare affatto, figuriamoci entrare nell’agone politico.

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